Frati, ricetta dei frati

I Frati (Fratti in dialetto): gli involtini del Ponente ligure

✅ Prima di iniziare con la lettura e la ricetta dei FRATI, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, di preparazioni del Ponente ligure. Dai uno sguardo! 😉

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I Frati: una ricetta di antica tradizione

In un convento, classico luogo di meditazione di penitenza, è nata e da lì si è diffusa nel mondo una bevanda che certo non risponde a una logica mistica: alludiamo allo Champagne, che vide la luce nei sotterranei di una famosa abbazia.

Più recente realtà, quella dei ristoranti gestiti da religiosi: nulla di male, naturalmente.

Suore che si cimentano – e con onore – in cucina, per necessità pratiche date dai tempi. Ma sicuramente, non soltanto in chiave vegetariana. (ad esempio, la ricetta delle Sciuette)

Frati in preparazione – Foto di Ornella Kalin, dal nostro Gruppo Facebook

I “Fratti” dimenticano completamente queste dimensioni “temporali”.

Cibo nato certamente da abitudini conventuali – lo conferma il suo appellativo, che non può limitarsi ad una semplicistica quanto irriverente interpretazione della forma panciuta – porta infatti con sé, tutte le necessarie garanzie di continenza e morigeratezza, e anche, di sano nutrimento.

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Ricetta del Ponente Ligure

Questo alimento, assai diffuso nella zona montana del ponente ligure, così singolare nella presentazione e che si distacca nettamente dalla classica – grassa – lattuga ripiena, ha origini forse molto antiche.

Addirittura, è risalente ai tempi dei monasteri medievali, provvidenziali ibernatori di sapienza nei secoli bui, ma anche diffusori di pratiche regole di vita.

Fratti del Ponente Ligure (frati)
Foto dal nostro Gruppo Facebook

Esempio tipico: quello di San Pietro di Varatella, in provincia di Savona, dai cui ruderi si domina l’ampio golfo, che si apre tra la cosiddetta “Caprazoppa” e il Capo Santa Croce.

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Ingredienti e dosi (per 4 persone)

  • quattro lattuga cappuccia
  • 400 grammi di pelati
  • un dado da brodo
Frati in preparazione – Foto di Andrea de Mitri, dal Gruppo di Cucina

Per il ripieno

  • sei cucchiaiate colme di pangrattato
  • prezzemolo e aglio tritato
  • maggiorana
  • mezzo bicchiere di latte
  • un uovo
  • 100 grammi di formaggio grattugiato
  • 50 grammi di pinoli
  • olio
  • sale
  • pepe
*Versione moderna della ricetta, guardate in fondo all’articolo per la spiegazione

Preparazione 👩‍🍳

  • Per fare il ripieno, mescolate bene gli ingredienti pestando precedevolmente i pinoli, legando il composto con l’uovo e ammorbidendo poi con il latte.
  • Eliminate le foglie esterne e i torsoli, scottate le lattughe in acqua bollente.
  • Quindi sgocciolatele e allargate con cura le foglie per introdurre il ripieno.
  • Legatele quindi alla sommità, con lo spago.
  • Sistemate le lattughe in pirofila, con olio, brodo di dado, ed i pelati passati.
  • Cuocete coperto, a fuoco moderato, per circa mezz’ora.

*Nota Bene

La ricetta che abbiamo scritto sopra, è la vera e originale, di circa 70 anni fa, proprio quella dei “Fratti“.

Ne esiste anche la versione gemella, quella dei “Previ” (preti, in Dialetto). La differenza tra le due consiste nel ripieno: Vegetale per i Fratti, di carne per i Previ.

▪ Siamo soliti accompagnare la ricetta con un video, preso da YouTube. In questo caso, non essendovi in rete una preparazione pari all’originale, abbiamo optato per una versione simile, “modernizzata e leggermente differente”.

Ascoltando la spiegazione dello chef, vi saranno chiare le differenze riguardo il metodo di cottura.

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