Santo Stefano d'Aveto

Santo Stefano d’Aveto: una Perla nell’entroterra Ligure

Santo Stefano d’Aveto è una vera “perla” – insieme a Varese Ligure – nell’entroterra della Liguria

✅ Prima di iniziare la lettura, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, riguardo Santo Stefano e i dintorni. Dacci uno sguardo! 😉

Proseguendo a nord da Rezzoaglio, si arriva in questo splendido paese di montagna, a 1000 metri d’altitudine, nel punto più distante da Genova, dell’intera (ex) Provincia di Genova.

Santo Stefano d’Aveto è un piccolo centro urbano, con strade lastricate, belle case ed un imponente Castello, a dominare il luogo, che prima appartenne ai Malaspina, poi ai Fieschi ed infine ai Doria.

Santo Stefano d'Aveto
Madonna di Guadalupe a S. Stefano – Foto di Salvatore Castiglione, dal Gruppo Facebook

Tutt’intorno, si affacciano nella loro maestosità, le cime del Monte Bue del Monte Maggiorasca, la massima vetta dell’Appennino ligure, a 1804 mt.

Cosa fare a Santo Stefano d’Aveto?

Sulle pendici di questi monti, casa di caprioli e lupi, ci sono oltre 30 km di piste per lo sci da fondo e alcune piste di sci 🎿 da discesa.

Non è raro, che se guardate in cielo, potreste veder volteggiare i deltaplani. Ammirano dall’alto i laghetti glaciali e la cascata di Gavadi, meta molto apprezzata anche dagli appassionati arrampicata sul ghiaccio.

Santo Stefano d'Aveto, Castello Malaspina
Castello Malaspina a Santo Stefano d’Aveto – foto di Nadia Basso, dal Gruppo Facebook

Aggiungiamo alla lista le sorgenti d’acqua e l’aria purissima che si respira.

Non a caso, Santo Stefano da molti anni ha ottenuto la bandiera arancione del Touring Club Italiano, per la qualità turistico-ambientale delle località dell’entroterra.

Il segreto di Santo Stefano d’Aveto è..

I punti di forza di Santo Stefano d’Aveto sono molti, ma li riassumiamo in uno solo. E’ l’ambiente naturale, davvero unico. Un paesaggio montano, di rocce cristalline, ofioliti e graniti, che sembra più alpino che appenninico.

Ci sono distese di faggi, pascoli fioriti e alte pareti rocciose. I detriti morenici del Monte Bue, sono la memoria di un antico ghiacciaio, che ha generato piccoli laghi – come il Lago delle Lame.

Panorama

E’ qualcosa di unico 😍 il panorama delle giornate limpide, con l’aria secca e pulita della tramontana.

Della cima del Monte Maggiorasca e del Monte Bue – facilmente raggiungibile in funivia – la vista spazia a 360°. A Est c’è l’appennino tosco-emiliano, con la Pianura Padana e le sue grandi città.

Monte Maggiorasca
Il Monte Maggiorasca sullo Sfondo – Foto dal Gruppo Facebook

Più a nord, si vede l’intera Lombardia. Verso ovest, si ammira il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Gran Paradiso e persino il Monviso. Le Alpi Marittime, sono invece a sud-ovest, seguite dalla Riviera di Ponente con il suo mare.

Se siete fortunati, potrete ammirare persino la Corsica!

E le passeggiate..

Pochi chilometri in salita e si raggiunge il Passo del Tomarlo, a 1494 mt., oltre il quale si entra in Emilia e si scende verso Parma.

Poco prima del Passo del Tomarlo, c’è una strada di crinale, che segue il confine regionale verso sud, fra boschi di faggi e prati, ideale per gite e pic-nic.

Monte Penna
Boschi a Santo Stefano d’Aveto – foto di Adriana Sivori, dal nostro Gruppo Facebook

Si raggiunge la Foresta del Monte Penna (1735 mt). Oggi è tutelata dallo Stato ma, fra il 1593 e il diciottesimo secolo, dai Doria, all’epoca signori feudali di Santo Stefano d’Aveto.

Una strada sterrata e i sentieri dell’Alta Via dei Monti Liguri, attraversano la foresta su entrambi i versanti, toccando in territorio emiliano le sorgenti del fiume Taro.

Sono sentieri ottimi da percorrere in auto (qualche tratto) ma meglio a piedi e in bici, magari sperando di scorgere qualcuno dei molti animali selvatici, che qui vivono.

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