Cose insolite da Vedere a Genova: A cura della dott. Elisa Varese
Cose insolite da vedere a Genova – Guida Completa
✅ Prima di iniziare con le cose insolite da vedere a Genova, ti lasciamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, sempre su Genova. Dai uno sguardo! 😉
- I Forti di Genova e il Parco delle Mura
- Tutto sul Dialetto Genovese
- Il Lago del Brugneto
- La Bandiera di Genova
- Perché Boccadasse si chiama proprio Boccadasse?
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- 5 Video Musicali girati a Genova

Cose insolite da vedere a Genova: oltre l’Acquario.. c’è molto di più!
Se è la prima volta che venite o pensate di venire a Genova, magari per una visita breve, è plausibile che abbiate già le idee chiare sulle vostre mete imperdibili.
Non me lo dite, lo so: l’Acquario.

Bravi: visitate l’Acquario, che comunque è bellissimo, fatevi un giro nei vicoli e al Porto Antico, che tanto sono lì a due passi. I più zelanti forse si spingeranno fino alla Cattedrale, magari anche in Via Garibaldi ad ammirare i Palazzi dei Rolli (e imparare che cosa diavolo sono i Rolli).
Bravissimi: ora un bel piatto di trenette al pesto e via. 😉
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Ma poi tornate.
Tornate anche quando avrete spuntato tutte le voci che vi eravate prefissati, tornate anche se pensate che ormai Genova l’abbiate esaurita, tornate e sorprendetevi.

Date altro tempo a Genova, a quella Genova insolita che forse è poco reclamizzata ma che colpisce, concedetevi il lusso di una visita di nicchia, di immagazzinare esperienze e ricordi unici, di cui ovviamente poi potrete vantarvi una volta tornati a casa.
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Il primo posto “insolito” che proporrei per un itinerario un po’ sui generis è…Il cimitero.
Sì, avete letto bene: vi sto dicendo di andare a visitare il cimitero: quel posto dove stanno i morti, non è un refuso!

Il Cimitero Monumentale di Staglieno, orgoglio dei genovesi (pure di quelli vivi) offre un interessantissimo misto di stili diversi, sia per quanto riguarda la scultura (si va da angeli accigliati a famiglie borghesi raffigurate con un certo realismo, passando per eteree fanciulle dolenti), che per quanto riguarda la vera e propria concezione del cimitero in sé.
Ecco che gli ordinati portici di stampo neoclassico si affiancano ad un suggestivo boschetto di gusto romantico, dove natura e arte si fondono.
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Cose insolite da vedere a Genova. Non mancano poi le storie curiose: la più famosa è quella di Caterina Campodonico, la venditrice di noccioline più famosa della città, che riuscì, risparmiando centesimo su centesimo, a farsi erigere un monumento funebre dallo scultore migliore sulla piazza che quindi la immortalò al fianco delle più illustri famiglie borghesi del tempo.

Infine, le celebrità che qui dormono il loro eterno riposo: Fabrizio de André, Giuseppe Mazzini e Constance Mary Lloyd Wilde (la moglie di Oscar Wilde), giusto per citarne alcuni: gli altri vi toccherà scoprirli da voi.
Portate i fiori, se vi va.
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Le magnifiche Ville Genovesi
Insolite, almeno alcune, sono le ville genovesi: spesso coronano una collina (facile, la città ne è piena) e sono dotate di logge porticate che creano un vero e proprio dialogo tra esterno e interno.
Quasi sempre sono affrescate e ornate da scene mitologiche, storiche o bibliche, il cui messaggio -a volte velato, a volte no-, è in genere la celebrazione di virtù auto attribuitesi dai committenti e padroni di casa.

Queste lussuose abitazioni immerse nel verde, punteggiano tutta la città e ad oggi possono ospitare luoghi pubblici e visitabili come biblioteche (es. Villa Imperiale, a S. Fruttuoso, sede della Biblioteca Lercari) o centri culturali (es. Villa Piantelli, a Marassi, oggi sede dell’omonimo Circolo Culturale).
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Altro esempio è la splendida Villa Pallavicini, nel quartiere di Pegli, ad oggi vero e proprio museo.

Il suo fiore all’occhiello è il parco che, progettato sulla falsariga di un racconto teatrale con riferimenti massonici, vanta laghi, grotte, tempietti, un forte medievaleggiante e un ponte giapponese con tanto di pagoda, giusto per citare alcuni dei suoi innumerevoli elementi.
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E musei insoliti..
Il museo Diocesano è situato nel suggestivo Chiostro di San Lorenzo, a due passi dalla Cattedrale, e non ospita qualcosa di insolito, ma qualcosa di unico: il Blu di Genova, ossia le scene della Passione dipinte in monocromo su tele blu che possono essere considerate antenate dell’odierno blu jeans.

Ispirate alle incisioni di Dürer di inizio ‘500, costituivano gli apparati effimeri allestiti durante la Settimana Santa: proprio per il loro scarso utilizzo, ad oggi presentano ancora un eccellente stato di conservazione.
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Noto ai genovesi ma forse più insolito per i turisti è il Castello d’Albertis, che, quasi come la prua di una nave, svetta sulla città dalla collina di Montegalletto e ospita il Museo delle Culture del Mondo.

Fu costruito sul finire del XIX Secolo in stile neogotico su commissione dell’omonimo Capitano, che ne fece la sua abitazione e il luogo ove riunì tutti i cimeli delle sue spedizioni, infine donati alla città alla sua morte.

Tutto nel Castello rimanda agli straordinari viaggi del suo committente: tra richiami marinareschi e navali (una stanza è allestita come una vera e propria cabina), cimeli precolombiani e manufatti polinesiani, passando da un salotto turco ai testi di medicina ayurvedica, la sensazione è quella di un viaggio intercontinentale senza dogana né passaporti.
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Un altro splendido viaggio, questa volta tutto incentrato sull’Oriente, costituisce il Museo d’arte orientale Edoardo Chiossone: forse non insolito per gli appassionati, ma una gradita sorpresa per molti.

Ospitato nell’ottocentesca Villetta Di Negro, a sua volta racchiusa in uno splendido parco, ospita una delle più importanti collezioni di arte orientale d’Europa, con particolare attenzione alla cultura e alla storia giapponesi.
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Tante storie.. insolite!
Genova racconta molte storie insolite, spesso narrate dai suoi monumenti: in mezzo ai carruggi, in Piazza Vacchero si può meditare sulla triste fine di Giulio Cesare Vachero (a quanto pare la piazza ha acquisito una C in più – oppure lui l’ha persa, assieme alla testa), un avventuriero genovese che aveva tradito la Repubblica di Genova partecipando ad una congiura in favore dei Savoia.

I genovesi la presero bene: il traditore fu decapitato, la sua casa distrutta, i suoi eredi esiliati e giusto perché l’onta non cadesse nel dimenticatoio, fu eretta la Colonna Infame, poi parzialmente coperta da una fontana (foto sopra) voluta dai suoi discendenti.

Lì vicino, per una conclusione meno trucida e più melodica, c’è la Via del Campo cantata da De André, che quindi esiste davvero: si consiglia una sosta al 29 rosso – museo de André, luogo di memoria del cantautore genovese, sempre pronto a ricordarci che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.
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