Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche nel Tigullio

Dopo aver soggiornato a Genova nel 1880, nel novembre 1882, lo scrittore Friedrich Nietzsche giunge nel Tigullio, a Rapallo, per trascorrere l’inverno.

In un primo tempo, Friedrich Nietzsche si sistema in un alloggio non particolarmente agevole, poi si trasferisce all’hotel “Rapallo et de la Poste” sul mare.

Ecco come Friedrich Nietzsche descrive questa permanenza nel Tigullio – che si rivela assai feconda – nell’opera ✍ “Ecce Homo. Come si diventa ciò che si è” del 1888.

L’inverno seguente vivevo vicino a Genova, in quell’insenatura graziosa e quieta di Rapallo, intagliata tra Chiavari e e il promontorio di Portofino.

Non ero nel miglior stato di salute; l’inverno freddo e oltremodo piovoso; un alberghetto, proprio in riva al mare, sicchè la notte il mare mosso mi impediva di dormire, tutto questo insieme mi offriva più o meno l’opposto del desiderabile.

FRIEDRICH NIETZSCHE in una foto del 1882

Ciò nonostante e quasi a riprova del mio principio, secondo cui tutto ciò che è decisivo nasce “nonostante tutto”, il mio Zarathustra nacque proprio in quell’inverno e in quelle sfavorevoli circostanze.

Ho avuto freddo come mai ne ho sentito in vita mia. Finalmente mi sono rifugiato in un albergo in riva al mare e nella mia camera c’è un camino. Il mio regno si estende da Portofino a Zoagli; abito tra i due paesi, cioè a Rapallo, ma le mie quotidiane passeggiate mi portano fino ai limiti sunnominati del mio regno. La montagna più alta della regione, dietro al mio albergo, si chiama Mont’ Allegro: un buon auspicio.

Stupendo angolo di mondo. Un’isola dell’arcipelago greco con delle foreste e dei monti, arbitrariamente sparpagliato, che il caso ha portato sino alla terraferma e che non riesce più a distaccarsene. ed in uno slancio di poesia e fine afferma qui siede in attesa in attesa ma di nulla al di là del bene e del male e non più bramoso della luce che dell’oscurità nel meriggio amico e amico dell eternità.

Infine, in uno slancio poetico..

Qui siedo in attesa; in attesa? Ma di nulla. Al di là del bene e del male, e non più bramoso della luce che dell’oscurità; nel meriggio amico e amico dell’eternità.

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