Monte di Portofino

Bunker nel Monte di Portofino: perchè ci sono?

Bunker nel Monte di Portofino: scopriamo insieme a cosa servivano..

Prima di incominciare la lettura, qui sotto ti mettiamo alcuni link davvero interessanti sul Monte di Portofino e i dintorni. Dacci uno sguardo! 😉

Si conosce poco “di ufficiale” riguardo le installazioni militari nel Promontorio, a causa della mancanza quasi totale di documentazione, sia in Italia, sia in Germania.

In realtà, alcune cose le sappiamo ugualmente.

Furono realizzate a partire dal 1939 dal Regio Esercito Italiano, che le gestì fino al 1943, quando ad subentrò l’esercito germanico. La Germania ne completò l’allestimento e ne mantenne il controllo, sino al termine della seconda guerra mondiale, nel 1945.

Batteria di Punta Chiappa – Foto dal nostro Gruppo Facebook

Il complesso consisteva in due bunker, due bunker telemetrici, una piattaforma per il cannone ed alcune per le mitragliatrici, una eccezionalmente evidente a Punta Chiappa.

C’erano anche una serie di postazioni di sentinella visibili, insieme alla base militare e agli alloggi (detta Casa Matta), lungo il sentiero e nei suoi pressi, fatta eccezione per gli insediamenti completamente identificati dai tedeschi alla Toca, al Bricco e a Base Zero.

Le fortificazioni dell’Erbaio – oggi bunker – furono originariamente pensate per la protezione del Porto di Genova. Per lo stesso motivo, si edificarono strutture simili a Pieve Ligure, al Monte Moro e in Genova stessa, nel porto merci e all’Ansaldo.

Con il proseguire della guerra, i tedeschi potenziarono le fortificazioni e i bunker sul Monte di Portofino: sia per il timore di uno sbarco nemico, sia per la difesa della costa. Le merci, viaggiavano infatti via mare: erano oramai troppo minacciate nei tradizionali itinerari su strada e ferrovia, dai bombardamenti degli alleati.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i cannoni delle Batterie non avevano sparato nemmeno un colpo. Venne recuperato il grosso degli armamenti e delle munizioni e tutto il complesso fortificatorio venne spogliato – di quanto riutilizzabile – dagli abitanti.