Vino Sciacchetrà

Sciacchetrà: quello che devi sapere sul Vino delle 5 Terre

La viticultura in Liguria affonda le sue radici già in tempi antichissimi, dai greci passando poi per gli antichi romani e la Repubblica Marinara di Genova.

Il territorio accidentato della regione, ha sempre reso difficile il lavoro dei vignaioli locali. Per questo motivo, quando ci si riferisce alla Liguria, si parla spesso di viticoltura eroica.

👉 L’esempio più eclatante è costituito dai vigneti terrazzati, a picco sul mare, nella zona delle Cinque Terre (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso)

Qui, nasce uno dei vini passiti più rari e preziosi d’Italia: lo Sciacchetrà.

Sciacchetrà al tramonto – foto di Pier Sergio Baudoni, dal nostro Gruppo Facebook

Cosa vuol dire il termine “Sciacchetrà”?

E’ difficile dire quale sia l’origine esatta di questo nome 😅

Al dialetto ligure si ascrive il termine “sciaccà” – cioè schiacciare, pigiare, che può riferirsi alla pratica della produzione del vino.

Più complicata e meno probabile, la derivazione da “exacquare” – termine latino che significa “togliere acqua” ,rimandando forse l’operazione dell’essiccazione al 🌞 sole degli acini.

Come viene ottenuto?

Il “mistero” del nome non offusca la luminosità, la purezza e il sapore di questo vino. 🤩

Decantato in ogni epoca, da poeti come Dante, Petrarca, D’Annunzio, lo Sciacchetrà è ottenuto con uve Bosco all’85-90%, il resto è Albarola e Vermentino.

L’uva va raccolta una settimana prima della vendemmia: si prendono i 🍇 grappoli che maturano prima e si lasciano appassire per due mesi l’aria aperta, su graticci al riparo dal sole.

Dopo la spremitura, lo Sciacchetrà matura nel mosto in fermentazione: nasce un vino dorato e raro, un miracolo ligure che profuma… di 🌊 mare.

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