Carro, Val di Vara

Carro: 3 cose che non sai sul Comune della Val di Vara

Andiamo alla scoperta del Comune di Carro, nella splendida Val di Vara!

Prima di iniziare con la lettura, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, sempre su Carro e sulla Val di Vara (e dintorni). Dacci uno sguardo! 😉

Tra i Comuni dell’alta Val di Vara, il Comune di Carro (Provincia della Spezia) si contraddistingue per il museo mineralogico – al primo piano del Palazzo comunale – con migliaia di campioni di rocce minerali del territorio, e per lo sport.

Nel tratto di fiume Vara, intorno al ponte Santa Margherita, vengono qui appassionati da tutta Europa per praticare rafting e kayak.

C’è di più.

Ti raccontiamo 3 cose particolari su Carro, che probabilmente non sapevi! 👇

Veduta della frazione di Castello – foto di Luigi Valle – dal nostro Gruppo Facebook

1 – Annibale ⚔ è passato da qui. Forse..

Chissà se davvero Annibale è passato da qui durante la Seconda Guerra Punica… se lo fece, incontrò certamente gli antichi liguri che vivevano nel castellaro di Castelfermo. Secoli dopo, i due borghi di Castello e di Carro – forse fondati dai romani o forse medievali – si trovavano lungo una antica via di comunicazione fa Sestri Levante e le valli dell’Emilia.

Non ci sono più i mercanti e i pellegrini oramai, ma turisti anche stranieri che passeggiano nelle stradine dei due paesi, osservando le facciate dipinte delle case e i loro portali scolpiti.

2 – E’ il paese dei Paganini 🎻

Carro è il paese di origine della famiglia del violinista Nicolò Pagani, nato a Genova 1782. Il nonno, Giovanni Battista nacque qui nel 1720 e si trasferì a Genova nel 1745.

Dal 2002, il Comune ricorda Nicolò Paganini con il Festival Paganiniano che, ogni mese di Agosto, segue un calendario itinerante in diverse località della provincia della Spezia. Carro ospita tradizionalmente il concerto di apertura e quello di chiusura del Festival.

3 – Carro è il paese del Pane e dei Funghi

Il pane è una delle “bellezze” del paese: a Carro si sforna un pane rustico tradizionale, chiamato “rifatto” perché è impastato quattro volte, con il lievito madre. E’ assolutamente da provare.

I funghi porcini si raccolgono nei boschi intorno a Carro da secoli: esistono documenti nell’ archivio del comune che riportano le antiche ricette di conservazione e i regolamenti per la raccolta, nonché utilizzi non solo alimentari ma anche medici e magico-superstiziosi. “Il fungo porcino di Carro” è presidio Slow Food.

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