Zoagli, storia di Zoagli

Zoagli: com’era una volta il paese, nel 1854?

Il professore e dottore di belle lettere Goffredo Casalis, tra il 1833 e il 1856, scrisse il “Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di s.m. il re di Sardegna – “molto utile agli impiegati nei pubblici e privati uffici a tutte le persone applicate al foro alla milizia al commercio e singolarmente agli amatori delle cose patrie“.

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📚 Questa immensa opera, era composta da 28 volumi, pubblicati di volta in volta, in cui descriveva – in ordine alfabetico – i comuni del Regno e i principali fatti storici avvenuti negli stessi.

📜 Nel XXVII libro, di 673 pagine, pubblicato nel 1854, Casalis, descrive così Zoagli:

Zoagli (Zualis), com. nel mand. di Rapallo, prov. di Chiavari, dioc. e div. di Genova. Dipende dalla corte d’appello di Genova, intend., tribunale provinciale, ipot. di Chiavari, insin. e posta di Rapallo. Questo borgo sta sulla spiaggia marina a ponente-maestro di Chiavari, da cui è distante 7 chilometri; di chilom. 5 è la sua lontananza dal capoluogo di mandamento“.

Il comune è composto del borgo di Zoagli, e delle tre villate dette una s. Ambrogio della Costa, l’altra s. Pietro di Rovereto, e la terza s. Gioanni Battista di Semorile. Nelle chiese parrocchiali di queste tre villate veggonsi alcune tavole dipinte da buoni, ma ignoti pennelli. La principale strada che vi corre, si è la strada regia, la quale ne attraversa il territorio al dissopra del borgo, alla distanza di 300 metri da esso”.

Zoagli è attraversato da un torrente che ne porta il nome. Il territorio, la cui superficie è di ettari 739, è assai produttivo. Tutto il tratto di suolo adiacente a Zoagli è un continuato oliveto, non interrotto che da alcune foreste di pini; e vi si vedono frammiste agli olivi le viti, il frumento, la segale, ed abbondevoli piante fruttifere, cioè mandorli, ciliegi, pesche e specialmente fichi, i cui frutti seccati al sole porgono agli abitanti un invernale alimento”.

Zoagli
L’odierna piazza centrale di Zoagli

Circondano questo territorio i monti Bosa, Colla ed il balzo che si chiama del Telegrafo. Il bestiame che vi si manteneva in luglio del 1846 era di 310 bestie bovine, 200 pecore e 103 majali. Vi esistono manifatture di non poco rilievo, cioè una fabbrica di velluti di seta, nella quale ordinariamente lavorano mille persone; ed una manifattura di tele di lino, ove sono occupate non meno di cento donne: queste tele si vendono in Chiavari, ed i velluti in Genova“.

Delle quattro sue chiese parrocchiali la più ragguardevole è quella di s. Martino che fu eretta su buon disegno nei primi anni del secolo XVII. Le più notevoli solennità del comune sono quelle che si celebrano in onore di N. S. del Rosario, e di s. Martino. A qualche distanza dal borgo evvi una chiesuola dedicata alla Madonna delle Grazie. Ciascuna delle sopraindicate parrocchie ha un proprio cimiterio”.

Chiavari, Santuario delle Grazie
La meravigliosa vista sul Golfo, dal Santuario delle Grazie

Per l’istruzione dei fanciulli evvi una pubblica scuola di lettura e scrittura. Gli abitanti sono in generale industriosi, pacifici e buoni navigatori. Fra loro non esistono vagabondi, e non accade mai che in questo paese si commettano atroci delitti”.

Cenni storici

Zoagli faceva parte dell’antica Tigullia, che estendeva una volta la sua giurisdizione sino al giogo degli Apennini, e comprendeva quattordici parrocchie della valle di Fontanabuona. Nella seconda metà del secolo XIII era ancora indipendente da Genova, ma per le cose politiche era sinceramente collegato con essa. A tal che per quanto lo permisero i suoi mezzi contribuì alla formazione di una galea, che unitasi alla squadra genovese comandata da Oberto Recatato agì nella terza guerra pisana. Si diede poi questo comune alla repubblica di Genova, conservando i suoi antichi privilegi, ed acquistandone di nuovi, che gli furono poi sempre conservati”.

Allorché si appressò a questa spiaggia il troppo famoso corsaro turco Dragutte, gli abitanti di Zoagli n’ebbero più spavento che danno; perocchè quel barbaro sfogò il suo furore principalmente contro Rapallo, e posto a sacco questo dovizioso luogo, ed appiccatovi il fuoco ad una casa, se ne dipartì conducendo seco come schiave cento persone delle più ricche famiglie”.

Dragut, pirata Turco
Il Pirata turco Dragut (monumento a lui dedicato in Turchia)

Sotto gli auspizii di Genova i zoagliesi godevano molta tranquillità, quando a funestarli sopravvennero gravi disastri, cioè la pestilenza che vi mietè molte vite negli anni 1500, 1525 e 1528; e cessato finalmente quell’orribile flagello, se n’ebbe a sopportare un altro, cioè quello di molti lupi cervieri, che infestarono questo ed i circostanti paesi; ma per isnidarli si pagarono molti premi a coloro che avessero ucciso alcuno di quei feroci animali”.

Nativo, od oriondo di Zoagli fu Teramo Piaggia, pittore di bella fama, di cui esistono lavori pregievolissimi nella Liguria; tra i quali noteremo gli ammirevoli dipinti rappresentanti fatti storici del vecchio e del nuovo testamento, i quali adornano la predetta chiesuola dedicata alla Madonna delle Grazie; ma sgraziatamente quelle figure vivaci e parlanti più non sono ora che reliquie trascurate; ed è veramente danno che non si cerchi a ristorarle qualche abile artista”.

Popolazione 3900 circa”.