Chiavari Colonia Fara

Colonia Fara Chiavari – Tutto quello che devi sapere

Colonia Fara Chiavari – Tutto quello che devi sapere

✅ Prima di scoprire la Colonia Fara di Chiavari, ti lasciamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, sempre su Chiavari. Dai uno sguardo! 😉

Alla scoperta della Colonia Fara, il “simbolo di Chiavari”

Entrando dall’Aurelia nella splendida Chiavari, l’occhio non può che cadere su un edificio particolare, che si erge maestoso sul lungomare della cittadina.

✔ Stiamo parlando della (Ex) Colonia Fara, oggi rinominata Torre Fara.

Come potete vedere nella foto qui 👇 sotto, questo edificio sembra quasi un “pesce fuor d’acqua rispetto alla bellezza, tipica ligure, che lo circonda.

Colonia Fara di Chiavari
In primo piano, la Colonia Fara – Foto di Enrico Monteverde, dal nostro Gruppo Facebook

Seppur in un particolare rapporto di “amore e odio” tra gli abitanti di Chiavari e questa costruzione, la storia e le vicende della Colonia Fara si intrecciano in uno stretto legame con la città.

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Perché venne costruita la Colonia Fara?

La struttura della Torre, intitolata al generale Gustavo Fara, fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista nel 1935, come un luogo di soggiorno di villeggiatura salubre per i bambini, da utilizzarsi in prevalenza nel periodo estivo.

Colonia Fara Chiavari
Manifesto originale dell’epoca

L’edificio, progettato dagli architetti Camillo Nardi Greco e Lorenzo Castello, è uno splendido esempio del razionalismo italiano dell’epoca.

(Nardi Greco progettò in Liguria anche le colonie di Rovegno, Renesso, Monte Maggio e Santo Stefano d’Aveto)

Venne costruita tra il 1935 e il 1936, durante il mandato del Podestà di Chiavari Francesco Tappani, con una altezza di 43 metri e 11 piani, di cui 9 nella torre e i primi 2 bassi “orrizontali” – paralleli alla spiaggia sottostante.

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L’inaugurazione ufficiale avvenne solo nel 1938, alla presenza di Benito Mussolini. Per due anni ospitò bambini provenienti da ogni parte d’Italia o dalle colonie dell’Impero.

Nel 1937, il Partito Fascista aveva ottenuto il controllo sulla totalità delle colonie già presenti in Italia. Nel 1936, il Ministero dell’Interno rilevava 3.821 edifici adibiti a colonia climatica (tra cui questa, a Chiavari), di cui 55 colonie permanenti, 60 temporanee e 3.165 diurne.


Dopo il periodo di guerra, in cui fu prima adibito a ospedale militare e poi occupato dall’esercito tedesco, venne di nuovo utilizzato come colonia balneare, ospitando anche – dal 1948 al 1955 – i profughi italiani perseguitati provenienti in Istria, passata dall’Italia alla Jugoslavia.

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Dopo guerra

Negli anni ’60, seppur per un breve periodo, lo stabile fu convertito in “Albergo internazionale della gioventù italiana”, assumendo la denominazione di Faro – “il mare in camera“.

Faro Chiavari, Albergo Internazionale della gioventù italiana
Depliant tedesco dell’epoca – Foto da LOSTITALY.COM

Seguirono poi decenni di incuria e di abbandono parziale della struttura, che la portarono ad un progressivo stato di degrado e rovina.

Il Comune di Chiavari, tra il ’98 ed il ’99 ha utilizzato la Colonia Fara come scuola elementare. Per motivi di sicurezza, questa sede venne abbandonata quasi subito e spostata altrove.

Colonia Fara di Chiavari, oggi


Dopo anni e dopo molte controversie legate al suo riutilizzo, nel 2015 è stato approvato il definitivo progetto di recupero, con la realizzazione di un Hotel a quattro stelle, ristorante, spa, lounge bar e un grande parco verde.

Colonia Fara Chiavari
La Colonia Fara di Chiavari, oggi – Foto di Marina Polese, dal Gruppo Facebook

Oggi si chiama “Torre Fara”.

Oltre all’importanza dell’edificio in se, è stato effettuato un bellissimo lavoro di recupero della zona intorno la Torre Fara – con una nuova via pedonale, da piazza Gagliardo sino all’ex cinema della Fara, chiamata “Lungomare dei Gotuzzo-Costruttori Navali”. 

La nuova via pedonale dall’ex cinema, prosegue sino al fronte mare della Torre Fara, è invece dedicata agli esuli istriani e dalmati, in ricordo degli italiani di Istria e Dalmazia che furono ospitati nella Colonia Fara, perseguitati dalla dittatura jugoslava.