Fiume Entella

Com’era il fiume Entella nel 1840?

Il professore e dottore di belle lettere Goffredo Casalis, tra il 1833 e il 1856, scrisse il “Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di s.m. il re di Sardegna“ – “molto utile agli impiegati nei pubblici e privati uffici a tutte le persone applicate al foro alla milizia al commercio e singolarmente agli amatori delle cose patrie

📚 Questa immensa opera, era composta da 28 volumi, pubblicati di volta in volta, in cui descriveva – in ordine alfabetico – i comuni del Regno e i principali fatti storici avvenuti negli stessi.

📜 Nel VI libro, di 916 pagine, pubblicato nel 1840, Casalis, descrive così il fiume Entella 👇

ENTELLA, fiume, a cui si da volgarmente il nome di Lavagna: ha origine da sorgenti, che scaturiscono in un sito denominato Lavagnola all’estremità occidentale della valle di Fontanabuona. Scorre nella direzione da ponente a sciroco, e mette capo nel mare tra il borgo di Lavagna, e la città di Chiavari. Alla sua foce e valicato da un superbo ponte in legno”.

Nel sul corso viene alimentato dai torrenti delle convalli, Isolono, Malvaro, Cornia, Mocconesi, Neirone e Boassi alla sinistra, e dai torrenti Liteggio e Canevale alla destra”.

Il fiume Entella – foto di Egisto Federici – dal nostro Gruppo Facebook

Il suo alveo, scavato presso che tutto nello scoglio, munito di alti ripari nella sua massima lunghezza, è sufficiente per ricevere le molte acque della vallea, e condurle al mare, facendo il tragitto di circa ventiquattro miglia di Piemonte; onde non accade quasi mai che questo fiume straripi”.

Gli anzidetti torrenti non contengono che anguille, tranne per il Malvaro, ed il Neirone, i quali racchiudono molti pesciolini, ed alcune trote di squisito sapore. Difficile è il tragitto di essì torrenti, quando loro abbondano le acque, poiché alcuni di essi mancano affatto di ponti, ed altri non ne hanno a sufficienza”.

L’Entella è valicato da diversi ponti in pietra, dei quali il più antico si è quello di Cicagua, di un arco solo. Fu esso costruito a spese della nobile famiglia Fieschi”.

Non vi sono canali per l’irrigazione delle campane; ma gli abitanti si servono delle acque dell’Entella per dar moto a varii molini”.