Dialetto Genovese-barzellette sui Genovesi

Barzellette sui Genovesi e l’Avarizia

Benvenuti alla sezione dedicata alle Barzellette sui Genovesi, ma questa volta dedicate in particolare all’avarizia.

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Noi genovesi non siamo tirchi! Beh, forse solo un pochino!

In realtà siamo solo parsimoniosi, non ci piace buttare via il denaro.. che è ben diverso! 😇

Anche se, forse, leggendo queste barzellette sui genovesi e la loro avarizia, qualche dubbio potrebbe persino venire..

Colmi e freddure


-Colmo per un ligure? Usare la carta igienica da un lato solo!

-Colmo per un avaro? Ascoltare un discorso… senza interesse!

-Economo: autodefinizione dell’avaro!

-Notizia giornalistica: scontro fra 2 tassì a Genova, 20 feriti!

Domande a cui solo un genovese può rispondere..

-Come si fa a far stare 12 liguri in un taxi? Si getta una monetina sul sedile posteriore.

-Perché i liguri d’inverno si fanno crescere la barba? Perché è il modo più economico per riscaldarsi.

-Perché i genovesi non amano i frigoriferi? Perché non sono mai sicuri che chiudendo la porta si spenga la luce!

-Perché i genovesi seppelliscono i morti con la testa di fuori? Per risparmiare sulla fotografia!

-Che tipo di olio usa la tipica massaia genovese? Quello della vicina.

-Fra liguri:
«Bacci ha lasciato tutto all’orfanatrofio.»
«Ah si? E cosa ha donato?»
«8 figli!»

-«È morta zia Caterina»
«E cosa aveva?»
«Due catenine, un orologio d’oro…»

-Parlando di un defunto: «…perfino il vuoto che lasciò nei cuori era a rendere!»

Dal Gioielliere

-Coppia di marito e moglie, lei rimane affascinata davanti alla vetrina di una gioielleria e, guardando il marito, dice:
«In çinquant’anni no ti m’è mai accattou ninte!»
«Veramente non sapevo c’avessi qualcosa da vendermi.»



-Chi è stato l’inventore del puzzle? Un genovese quando gli sono cadute 1000 lire nel frullatore.

-Che cos’è l’avarizia? È un continuo vivere in miseria per paura della miseria.

-Perché l’avaro è un ottimista? Perché pensa sempre al futuro (convinto di esserci ancora!)

-Sono molto affezionato al mio orologio. Me lo ha venduto mio padre sul letto di morte! (Woody Allen)

-Un ebreo e un genovese si incontrano in una trattoria per una colazione di lavoro; mangiano e discutono dei loro affari. Quando si presenta il cameriere con il conto, lungo silenzio e poi si sente una vocina che dice in perfetto genovese «Ninte scherzi! Anchêu pago mì!» (oggi pago io)
Titolo sul giornale del giorno dopo “noto ventriloquo ebreo ucciso a forchettate in una trattoria della Foce”.



– Come si capisce che una barca è di un genovese? Non la seguono i gabbiani.

Tirchi sino all fine..

-Baciccin sul letto di morte guarda i suoi parenti raccolti attorno al letto:
«La Marietta, mia nipote è qui?»
«Son qui barba!» (zio)
«E mia moglie la Nina dovve a l’è?»
«Son qui, stai tranquillo, ghe semmo tutti!»
«Ma allora nello scagno (ufficio) chi c’è rimasto?» variante «Ma allora come mai che in cucina c’è la luce accesa?»