Portofino, storia di Portofino

La Storia di Portofino (finita bruciata nel falò di San Giorgio)

La Storia di Portofino (finita bruciata nel Falò di San Giorgio!)

Portofino esisteva certamente già durante la dominazione romana, ma non ne fu particolarmente sconvolto.

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La Penisola di Portofino, divideva i Genuati dai Tigulli. L’importanza di Portofino crebbe e sin dal Medioevo, come punto d’approdo e di sicuro rifugio per le navi.

Molte notizie sono state ritrovate negli archivi delle famiglie degli armatori, come risulta ad esempio, dai libri dell’Archivio Mercantile di Genova.

Donne al Tombolo, Portofino – Foto d’archivio

Date principali

  • La prima notizia certa sulla Storia di Portofino, risale al 986, quando Adelaide, futura sposa di Ottone il Grande, imperatore del Sacro Romano Impero, dona Portofino all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, retta in quel tempo dall’abate Medalberto.
  • Nel 1117 i portofinesi riuscirono a liberarsi della sottomissione dell’abate di San fruttuoso, e passarono sotto Rapallo. Da quel momento, l’importanza di Portofino andò crescendo. Sempre più spesso, il suo porto sicuro offrì riparo ai convogli in transito.
  • Il 14 agosto 1190, la flotta di Riccardo Cuor di Leone, diretta in Terra Santa per la terza crociata, fece sosta nella baia.
  • Il 25 Aprile 1241, 27 Galee che scortavano gli altri prelati al Concilio di Lione, gettarono le ancore nella baia di Portofino.
  • Nel 1376, le avverse condizioni del mare, costrinsero per ben due volte Gregorio XI, l’ultimo Papa francese, a trovare rifugio a Portofino, durante il trasferimento da Marsiglia a Roma.
  • Intorno al 1400, Carlo Sesto di Francia, nemico di Genova, vendette Portofino a Firenze. Ben presto però, Genova se la riprese riscattandola dalla città Toscana.
  • Nel 1525, fecero sosta le Galee che sorvegliavano Francesco I, Re di Francia, prigioniero di Carlo V, in attesa della flotta che doveva scortare il prigioniero in Spagna.
Falò di San Giorgio – Foto di Santa Magazine, dal nostro Gruppo Facebook

Fino ai primi dell’Ottocento, furono francesi – austriaci – inglesi e spagnoli a contendersi a turno il possesso di Portofino.

✔Alla fine la spuntò Napoleone, che fece anche piantare sul Monte, completamente spoglio, pini marittimi.

La storia di Portofino…è bruciata nel falò!

Proprio così. E’ tutto vero. 🔥

Della storia antica del borgo, non abbiamo moltre altre date riguardo la sua nascita e le sue origini.

Quando confinarono Napoleone a Sant’ Elena, una guarnigione di portofinesi che era andata volontaria a Tolone in aiuto delle truppe francesi, per la paura di essere perseguitati, il giorno del falò di San Giorgio (Il 23 Aprile di ogni anno) sfondarono la porta del Comune – all’epoca nell’attuale calata Marconi.

Cercarono tutti i documenti che esistevano all’interno del municipio, e li buttarono dentro il falò, bruciandoli.

Per questo motivo, si sono perse praticamente tutte le tracce riguardo la storia e le origini di Portofino.

🔎 Un avvocato del posto, il signor Davegno, raccolse per strada qualche foglio, quelli persi dai rivoltosi durante la sommossa. Insieme ai racconti dei suoi avi, diede inizio ad una “seconda storia” di Portofino, raccontandola in un 📖 libro, chiamato “Le memorie Davegno“.

Castello Brown a Portofino – Foto di Cristina Beltramo, dal Gruppo Facebook

Dopo Napoleone

Dopo la caduta di Napoleone, Portofino subì una trasformazione importante. Le vecchie fortificazioni, cominciarono ad essere acquistate da facoltose famiglie straniere, come i Brown, i Mumm, i Carnarvon e molti altri.

Portofino fu molto apprezzata da francesi, inglesi, americani e tedeschi. Intorno al 1930, appena il 10% del territorio era di proprietà dei Portofinesi. Questo trend, si invertì solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.