Portofino, storia di Portofino

la Baronessa di Portofino: Jeannie Watt Von Mumm

Parliamo della Baronessa Jeannie Watt, vedova del Barone Mumm, chiamata ancora oggi da molti, la Signora del Castello di San Giorgio.

Il ricordo della Baronessa Von Mumm vive ancora oggi nel cuore della gente di Portofino, che legò a se con la propria generosità e con la propria amorevolezza.

Nel Borgo, tutti, ne parlano ancora con ammirazione e affetto. 💙

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Origini

📜 Jeannie Watt, d’origine inglese, aveva sposato il barone Alfonso Von Mumm di nazionalità tedesca, appartenente alla famiglia che fondò la ditta dello Champagne Mumm.

Dopo aver conosciuto i fasti della corte di Guglielmo II, venne in Italia e s’innamorò delle nostre spiagge. Scelse un angolo smagliante e tranquillo, Portofino, e ne fece il rifugio della propria esistenza.

Divenne nel borgo una figura di primo piano. Andava ovunque, passava negli stretti vicoli, per la piazzetta del paese, con abiti sempre chiari e fluttuanti, che non seguivano la moda del momento, ma rappresentavano il suo modo di essere.

Salvator Gotta, la definì una figura d’altri tempi”, con accento sempre gentile, ma anche riservata.

Portofino, Baronessa Jeannie Watt Von Mumm
Targa in ricordo della Baronessa a Portofino - Dal nostro Gruppo Facebook

La Prima Guerra Mondiale e la scomparsa del marito

Scoppiata la Prima Guerra Mondiale, la Baronessa Von Mumm affrontò la situazione con tanto coraggio, per la patria del marito. Fece la guerra come crocerossina, negli ospedali da campo e fu insignita di alte onorificenze.

Tornò a Portofino alla fine del conflitto, certo con la 🙏 speranza di non vederne più.

Il Barone Alfonso si spense a Portofino nel 1925. Leggende di pescatori e di merlettaie Portofinesi, narrano che la Signora diede ordine che fossero gettate in mare tutte le casse di Champagne che ancora erano nel Castello.

Portofino, Castello Brown
Il Castello Brown, all'epoca Castello Mumm - Foto di Cristina Beltramo, dal nostro Gruppo Facebook

Non sappiamo se sia accaduto davvero. La morte del marito segnò l’esistenza della Baronessa. Abbandonò ricevimenti, i banchetti, cerimonie mondane e la sua vita si fece più semplice, e più raccolta.

Si prodigò per tutti: per i poveri, per i sofferenti presso cui si recava, per gli animali randagi che ricoverava presso di sé e per i fiori del suo giardino, che curò sino agli ultimi anni.

Seconda Guerra Mondiale e l'Atto d'Amore

Il suo ultimo atto di coraggio e d’amore fu per la nostra terra, diventata ormai la sua patria. Durante l’ultimo conflitto, salvò Portofino dalla strage tedesca.

Fu lei ad affrontare – nella notte tra il 23 e 24 Aprile 1945 il tenente tedesco, incaricato di far saltare l’intera penisola.

Occupata Portofino, i tedeschi l’avevano minata e fortificata. Gli alleati lo seppero. Una bomba cadde sulla chiesa di San Giorgio, danneggiando il Castello.

La Baronessa Jeannie Watt Von Mumm rimase ferma al suo posto, quando le fu dato l’ordine di partire da Portofino entro due giorni. Non temeva il pericolo, e poteva permettersi il pericolo di disobbedire all’autorità tedesca, rappresentata dal giovane tenente Reimers.

Reimers aveva compreso, sin dall'inizio, che era difficile dare ordini alla baronessa. Recatosi da Lei appena occupata Portofino, s’era trovato di fronte a un’imponente signora dal viso grave e severo, per nulla impaurita dalla presenza degli invasori. E ne rimase colpito, la trattò con deferenza e rispetto.

La Baronessa Von Mumm rimase dunque a Portofino, per condividere la sofferenza della popolazione. Dopo mesi d’angoscia, quando seppe che i tedeschi, prima di ritirarsi, avrebbero fatto saltare l’intera penisola, affrontò Reimers.

Il Fatto

Alba del ventiquattro Aprile. Lo attese sulla viuzza che conduce al castello, gli andò incontro e lo afferrò per le braccia.

  • “Voi non potete far questo! Non massacrerete tanti innocenti!
  • ”Pallidissimo l’ufficiale tentò di liberarsi dalla stretta. “Gli ordini sono ordini. Non posso ascoltarVi”.
  • “ebbene, disobbedite agli ordini! Badate a Voi: questo delitto ricadrà sulla vostra testa”.

Il tedesco si svincolò e si mise a correre, sconvolto. Dopo un’ora tornò al castello, cercò la baronessa e le disse che il paese sarebbe stato risparmiato. E così fu.

Alcuni mesi dopo, dal carcere di Livorno, dove si trovava prigioniero, Reimers ✍ scrisse alla signora, per ringraziarla di avergli impedito una inutile strage.

La popolazione di Portofino le recò un attestato di benemerenza, che ricevette commossa. Con questa bella pagina Jeannie Watt chiuse "il libro" della sua vita.

Morì nel Dicembre 1953, all’età di ottantotto anni. Lasciò una figlia adottiva, Kate Watt. Riposa nel piccolo cimitero di Portofino, accanto al marito, al fratello e alla cognata.