Rapallo, leggenda di San Pietro

Rapallo: la leggenda della strega di San Pietro di Novella

Questa incredibile storia avvenne a Rapallo, nelle campagne del paese, dove oggi sorge la Frazione di San Pietro di Novella.

✅ Prima di iniziare con la lettura, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, sempre su Rapallo e i suoi dintorni. Dacci uno sguardo! 😉

I racconti di storie di streghe, sono molti e dei più vari. Questa, successa a Rapallo, ha qualcosa di speciale, che capirete nella lettura.

▶ Partiamo però da Piazza Banchi, a Genova. Poi andremo a Rapallo.

Piazza Banchi, nel centro storico di Genova, è proprio il luogo dove fu giustiziata e bruciata al rogo, Cattarina Manola detta la “Cagna Corsa“. (* forse perché proveniva dalla Corsica, ma non è chiaro)

Anche se da fuori, non si ha la minima traccia di questo fatto, pensate che la pietra dove fu arsa Cattarina, al giorno d’oggi è calda anche d’inverno.

Genova, Chiesa di San Pietro in Banchi
Chiesa di San Pietro in Banchi, a Genova – Foto di Debora Tidu, dal Gruppo Facebook

🗣 Si dice anche che ogni volta che si guasta l’orologio della chiesa, si ferma sempre segnando la stessa ora: proprio l’ora, in cui la presunta strega morì sul rogo acceso per lei.

Questa storia, raccontata in ogni dettaglio, apparve per la prima volta sul giornale ” Il Mare”, all’epoca periodico di Rapallo, il 5 giugno 1909 – a firma di Arturo Ferretto.

Premessa

📜 La Serenissima di Genova perseguitava e faceva bruciare le presunte Streghe a “Piazza Banchi“, così come fece anche il governo di Luigi XII di Francia.

ll 6 luglio 1630, Emanuele di Passano, all’epoca Capitano di Rapallo, scrisse al Senato di Genova, raccontando un fatto a lui capitato.

Il Fatto

Alla sua porta aveva bussato una povera donna, che andava in giro cercando elemosina e gli fu detto che è una strega. La fece successivamente chiamare, intimandola di portarla nelle carceri (all’epoca nel Castello di Rapallo).

La donna, che mendicava e diceva di non potersi muovere, tentò di fuggire, ma fu trattenuta.

Rapallo, Castello di Rapallo
Il Castello di Rapallo, all’epoca dei fatti Carcere della città – Foto dal Gruppo Facebook

Molte persone, testimoniarono che questa tale, era conosciuta in paese come una strega. Due persone, raccontarono che fu sicuramente lei a guastare i loro figli. (guastare = in dialetto, far morire)

Accertato, secondo le prime indagini svolte . ascoltando persone coinvolte – che Cattarina (detta la Cagna Corsa) era una strega, venne portata legata in carcere.

Si istituì il processo, che si tenne nel salotto del Capitano. Il 23 luglio, cominciarono a deporre i testimoni.

Testimonianze

  • La venticinquenne Brigidina, moglie di Bartolomeo Cagnone, raccontò che la Cagna Corsa una volta, le domandò del sale. Ma lei non glielo volle dare, così le disse che gliela “avrebbe resa”. Le venne il sospetto che volesse fare qualcosa ai suoi figli piccoli. Uno dei quali è morto, perché “grammetto” (grammetto = poco in salute)
  • Giuseppe Arata, trentenne, lo stesso giorno raccontò che, il 24 agosto del 1628 (giorno di San Bartolomeo) capitò nella sua Villa di San Pietro, Caterina detta la Cagna Corsa. Questa vide la moglie sulla porta, che aveva un figlio di 5 mesi in braccio (e in ottima salute). Caterina chiese se era maschio o femmina. La moglie la mandò via, accusandola di essere strega, ma lei negò. La domenica seguente, dopo pranzo, mentre era andato a passeggio, gli dissero che il figlioletto era morto. Sfasciarono il bimbo e trovarono che aveva in tutte le cosce, segni neri della forma di due mani, e segni della forma del dito grosso, che arrivavano fin sotto la pancia. Subito fu detto che erano state le streghe, a guastare la creatura. Da quel giorno, ogni volta che Cattarina vedeva Arata, questa fuggiva.
Rapallo, San Pietro di Novella
Chiesa di San Pietro di Novella – Foto di Davide Papalini
  • Nicolò Multedo, raccontò che quattro anni prima, a Carnevale, venne la Cagna Corsa a San Pietro dalla sua casa. Chiese a sua moglie se poteva entrare in casa, ma rifiutò. Chiese se aveva delle castagne o dei fichi da darle, ma lei disse che non ne aveva. Le chiese anche dell’olio chiaro, lei disse che non lo aveva, ma che poteva prenderlo li vicino. Cattarina se ne andò, minacciandola che avrebbe fatto meglio ad averglielo dato. Due ore dopo, il suo figlioletto – di un mese e 10 giorni – cominciò a star male. Alle tre di notte del mercoledì, al bimbo spuntarono tre segni neri nella gola, sputò dal naso tre gocce di sangue e morì. (da notare la ricorrenza del tre)
  • Vincenzo Amandolesi, raccontò che Cattarina guastò il nipote di 14 mesi.
  • Massimo Costa, raccontò che la sua figlioletta fu trovata con la bava alla bocca. Fece chiamare il Padre Spirito di Sant’Agostino, sospettando della Cagna Corsa, affinchè le togliesse il malocchio. Purtroppo dopo 6 ore dalla lettura del Vangelo e dal rito, morì. Il Prete confermò che erano state le streghe.
  • A Meneghino Vernazza, di 47 anni, negli anni passati, morì un figlioletto. Venne nero subito dopo la morte e vomitò “certe cose nere”. Tutti erano convinti che fosse stato guastato delle streghe.

Conclusione

Con un sospiro di sollievo, l’11 Agosto, il Capitano dichiarò chiusa l’udienza e, l’indomani, inviò il plico – chiuso con la cera lacca del suo sigillo – al Senato di Genova. Anche se il processo, aveva dato un risultato chiaro, l’ultima parola spettava appunto al Senato.

Il 30 Agosto, il Senato rispose al Capitano di Rapallo. Viste le informazioni rese contro Cattarina – detta la Cagna Corsa – la causa andava terminata ponendo giustizia.

La giustizia, all’epoca, consisteva nel 🔥 rogo. Come abbiamo scritto all’inizio, Cattarina venne bruciata a Piazza Banchi, così come già era successo a tante altre streghe, o presunte tali.