2️⃣ Tigullio – Rapallo: L’ affondamento del Piroscafo Locarno
Il 3 gennaio 1961, a causa di una fortissima libecciata, il piroscafo Locarno – mercantile di 3.897 tonnellate – si incagliò sulla scogliera della passeggiata a mare di Rapallo.
Fortunatamente per l’equipaggio, tutto finì bene, ma ci fu sicuramente un grande spavento in città.
Al comando del Locarno c’era il quarantenne Comandante Vittorio Sallustro, di Torre del Greco. Insieme a lui, c’erano ventidue uomini di equipaggio, molti dei quali genovesi, ed un abissino.
Questa “tragedia del mare”, fece il giro del mondo è portò il nome di Rapallo sulle prime pagine dei giornali e sugli schermi di milioni di persone.

Il cargo – con bandiera panamense – era giunto nel porto di Genova il 20 dicembre, proveniente da Lubecca e aveva scaricato seimila tonnellate di lingotti di ferro.
Dopo lasciato il molo Rubattino di Genova, era ripartita con le stive vuote – ma con i gavoni di prua e di poppa pieni d’acqua per zavorrare e stabilizzare il mercantile, diretto verso Follonica. Alle dieci del mattino, il cargo venne avvistato al largo di Santa Margherita Ligure, a circa un miglio dalla terraferma, dando l’impressione di essere in difficoltà.
Alle sedici, il mercantile arrivò davanti a Rapallo, all’altezza dell’Excelsior Hotel.
Era in uno stato di ingovernabilità. Il mare lo spingeva alla deriva e, per di più, a causa della forza del mare e del vento, le ancore aravano il fondo sabbioso, senza frenare a sufficienza quella folle corsa verso gli scogli, mentre da bordo gli uomini erano in trepida attesa dell’arrivo dei rimorchiatori. Alle sedici e trenta il cargo era ormai a meno di trenta metri dal castello sul mare, mentre mezz’ora più tardi la nave si spostò leggermente verso ponente, a nemmeno cinquanta metri dalla balaustra in ferro della passeggiata a mare.La situazione a quel punto precipitò e la lenta agonia della nave giunse al culmine: la distanza dagli scogli diminuiva progressivamente a venti metri, poi a dieci, a sette, a cinque.
Fonte Mare nostrum

Alcuni rimorchiatori, provenienti dallo spezzino e da Genova non riuscirono ad agganciare lo scafo prima che la situazione precipitasse definitivamente e, per il Locarno, fu la fine.
Botta di.. Fortuna
🙌 La buona sorte infatti ci mise lo zampino. In un ultimo movimento finale, la Locarno virò di circa novanta gradi, distendendosi parallelamente alla passeggiata, con la prua rivolta in direzione del Castello (a levante).
La fiancata andò a toccare il molo d’ormeggio dei “battelli” e, nella notte, l’equipaggio poté scendere a terra con l’ausilio di una scala, dove li attendevano coperte ed un pasto caldo.
Non ci furono avarie. La nave era leggera, poiché priva di carico, e quindi meno resistente alla forza del vento e del mare. Non riuscendo più a governare, aveva cominciato ad andare inesorabilmente alla deriva.
Due cosine simpatiche, nella “tragedia”.
Nei giorni immediatamente seguenti, i negozi di souvenirs avevano già in vendita le cartoline illustrate, che mostravano la Locarno in mille pose, come una 📷 fotomodella, con la prua che sbatteva sulla scogliera del lungomare.
I Vigili Urbani rapallesi, offrirono all’equipaggio i pandolci e lo spumante che avevano avuto in dono dagli automobilisti rapallesi, per la caratteristica “Befana dei vigili”, un’usanza molto in voga in quegli anni.