Abbazia di Borzone

L’Abbazia di Borzone – a Borzonasca

L’Abbazia di Sant’Andrea di Borzone si trova in posizione strategica, sul lato destro della piccola valle del Rio Borzone, poco lontano da Borzonasca, nell’entroterra di Chiavari.

✅ Prima di iniziare con la lettura, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti, sempre riguardo Borzonasca e dintorni. Dacci uno sguardo! 😉

La sua posizione strategica, ha contribuito a far sì che il complesso dell’Abbazia di Borzone diventasse il perno di tutto il territorio circostante.

La vita monastica procedeva tranquilla, senza essere disturbata dal traffico terrestre che si dirigeva verso Bobbio e Piacenza.

La splendida Abbazia – foto di Domenico Tiscornia, dal nostro Gruppo Facebook

Perché era così importante questa posizione?

L’importanza della zona risale all’epoca longobarda-carolingia. Già allora i popoli della Pianura Padana cercavano collegamenti con il mare, lungo le valli dell’Aveto e dello Sturla.

La Repubblica di Genova, con il decreto consolare del 1178, diede inizio all’urbanizzazione di Chiavari per contrastare il potere egemonico dei Fieschi. I territori dell’entroterra divennero importanti dal punto di vista strategico: in quegli anni, erano continue le lotte tra la Serenissima e i conti di Lavagna

L’Abbazia di Borzone, venne eretta nel 1184, in seguito a un disegno strategico e di controllo del territorio da parte della Serenissima.

Insediarsi all’interno di questi territori divenne fondamentale per Genova, al fine di garantire sicurezza ai traffici 💰 con la Pianura Padana, che sfruttavano il sistema viario passante per queste valli.

La donazione

La fondazione avvenne per un atto di donazione da parte dell’Arcivescovo di Genova Ugone della Volta, all’abate benedettino Lantelmo. Gli abati che si susseguirono, provenivano dalle famiglie dei conti di Lavagna, in modo da creare un reciproco controllo sul territorio.

Nell’atto di donazione non c’è alcun riferimento all’epoca di fondazione del complesso, bensì all’erezione in Abbazia di un monasterium già da tempo esistente. Di questo ne parlano i documenti del 1128 e del 1150, che rappresentano le più antiche testimonianze di Borzone.

Di questa costruzione, antecedente sia alla torre che alla chiesa, e dipendente dal monastero di Bobbio, ne rimane oggi solo una parte inferiore nel muro nord della torre.

La costruzione

Nel 1244 iniziarono i lavori di ampliamento del vecchio monasterium, grazie ad una donazione di Papa Innocenzo III all’abate Gherardo. Il motivo architettonico della torre si addossò alla pre-esistente costruzione. L’edificazione è ricordata con una lapide, affissa nel muro est della torre stessa.

Dopo l’inglobamento della muratura in pietra del monasterium all’interno della torre, vennero abbattuti gli altri tre muri, per permettere la costruzione della volta duecentesca in mattoni, a copertura dell’abside.

In seguito si costruì la navata attuale della chiesa in muratura in pietra, con archetti in mattoni su due ordini, e fu completata la cella campanaria, riprendendo gli stessi motivi ad arcatelle. Questi non sono proprio identici a quelli della chiesa, poiché realizzati circa 50 anni dopo, da maestranze diverse.

Di questo periodo è anche la realizzazione del corpo più antico del monastero, posto a valle, nel quale è ben visibile il portale d’ingresso trecentesco.

La splendida facciata – foto di Daniela Soncina, dal nostro Gruppo Facebook

Dal XVII secolo – ad oggi

L’aspetto della chiesa rimase poi immutato fino al diciassettesimo secolo, quando furono aperti una finestra quadrilobata sul prospetto principale e un portale sul prospetto ovest. Fu realizzata anche una piccola sacrestia, di cui oggi ne rimangono solo le tracce.

Nel diciottesimo secolo furono addossate alle pareti ad arcatelle due serie di arconi tri-centrici e furono aperte tre finestre polilobate nel lato sud, ad imitazione della quarta sul lato ovest.

Veduta dal retro dell’Abbazia di Borzone – Foto di Dante Bergamini, dal nostro Gruppo Facebook

Nel diciannovesimo secolo venne sopraelevata la volta a botte della navata, creando una volta impostata sui precedenti arconi. Furono aperte anche 7 finestre a semiluna e la facciata principale fu coronata da un timpano. Fu rifatto l’abside sostituendo quello duecentesco, con quello attuale a semicatino, e fu costruito il corpo della foresteria adiacente al muro nord della chiesa.

Con i restauri del ventesimo secolo si demolì la sacrestia, liberando l’area del chiostro rinascimentale, e si ripristinò l’unità originaria del prospetto sud. Si tamponò il portale a sinistra, recuperando quello a destra, e furono cancellati i segni delle finestre già tamponate le diciannovesimo secolo.

In realtà, di queste ultime, ne rimane traccia ancora oggi, a causa della diversità di colore e composizione dei materiali di restauro, rispetto a quelli originali dell’epoca.