Panettone, storia del panettone

Panettone, chi ha inventato questa meraviglia?

Possiamo cominciare, rispondendo subito alla domanda nel titolo: non si sa!

Prima di iniziare la lettura, ti mettiamo qui sotto alcuni link davvero interessanti. Dacci uno sguardo! 😉

La storia riguardante la nascita del Panettone è incerta, oseremmo dire…”leggendaria”. 

Infatti non si sa con precisione, né quando sia stato inventato né, tantomeno, da chi.

📜 “Quello che si sa”, è che si incomincia ad aver traccia dell’esistenza di questo dolce, a Milano, intorno al 1500, al tempo di “Ludovico il Moro“. 

Un magnifico Panettone – foto di Nicolettone dal Web

Sorte analogamente non chiara anche per il suo collega/rivale: il Pandoro.

Pare derivare infatti da due ricette del XVIII secolo. Il “pan de oro“, che era servito spesso sulle tavole dei nobili Veneziani, e il “nadalin“, dolce di Verona, inventato nel duecento per festeggiare il primo Natale della città, sotto la signoria della famiglia della Scala.

Ricordiamo, che il panettone “di Milano” (in dialetto genovese – panetón) non ha nulla a che vedere con il panettone genovese, ossia il pandolce (pandôçe in dialetto). 

Le leggende del panettone sono (almeno) tre:

1️⃣ La prima, lo narra come invenzione di Ugo, un falconiere di Ludovico il Moro, divenuto garzone nella bottega del pane di Toni, padre di Adalgisa, la fidanzata di Ugo.

Ugo aggiunse  una grande quantità di burro (acquistato vendendo dei falchi rubati a Ludovico il Moro) al pane che stava impastando.  Nei giorni successivi, all’impasto venne aggiunto lo zucchero e, sotto le feste di Natale, Ugo arricchì la ricetta con uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. A Natale, non c’era milanese che non avesse il “pangrande” o il “pan del Toni”.

2️⃣ La seconda, porta la nascita del panettone sempre presso la corte di Ludovico il Moro, durante un banchetto di Natale. Un cuoco al servizio di Ludovico, aveva creato l’impasto di un dolce straordinario, la cui ricetta segreta si tramandava di padre in figlio, da secoli. Il cuoco però, si dimenticò di toglierlo per tempo dal forno, bruciandolo. 

Per fortuna, un servo di nome Toni aveva tenuto per sé un po’ dell’impasto del dolce – a cui aveva aggiunto un po’ di frutta candita, uova, zucchero e uvetta – per avere qualcosa di buono da mangiare. Il cuoco, accortosi che c’era dell’impasto avanzato, decise di dargli “la forma del pane” e portarlo ugualmente alla tavola del principe. Il pan del Toni” piacque talmente tanto a Ludovico e ai suoi commensali, che il cuoco fu obbligato a servirlo a tutti i banchetti natalizi degli anni successivi: da quel momento, l’usanza, si diffuse tra tutta la popolazione.

3️⃣ La terza leggenda racconta che, suor Ughetta  – cuoca in un convento milanese – pensò di fare un dolce Natale, per le altre consorelle, usando i pochi ingredienti disponibili nella dispensa del monastero.

All’impasto del pane, aggiunse uova e zucchero, canditi e uvette. Per benedire quel pane natalizio vi tracciò sopra, con il coltello, una croce. Le suore apprezzarono talmente tanto il dolce,  che in città ci fu un passaparola incredibilmente veloce, e i milanesi cominciarono a fare offerte al convento per portarne un po’ a casa.

Il Panettone, oggi

Oggi, il Panettone viene esportato in molti paesi del mondo, proprio come dolce simbolo del Natale.

Dal 2005, il panettone è tutelato da un disciplinare, che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poter essere definito tale. La Camera di Commercio di Milano ha registrato un marchio che certifica che il panettone è prodotto in modo artigianale. Il disciplinare di produzione – redatto dal “Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi” – qualifica questo dolce come “realizzato nel rispetto dell’antica tradizione della lavorazione artigianale”.

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