Ulivi liguri: tutto quello che devi sapere sugli olivi della Liguria!
✅ Prima di iniziare a raccontarti tutto quello che devi sapere sugli ulivi liguri, ti lasciamo qui sotto alcuni link davvero interessanti. Dai uno sguardo! 😉
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Ulivi liguri: Come sono arrivati gli olivi in Liguria?
Si ipotizza che l’introduzione dell’olivo a partire dal Ponente Ligure sia avvenuto grazie alla messa a dimora di piante provenienti dalla colonia fenicia di Marsiglia, tra il quarto e il terzo secolo a.C.
Ma è in epoca romana che vengono identificati ulivi nel centuriazioni dei territori di valle – valle del Magra, piana di Albenga – alla fine del secondo secolo a.C.

La coltura intensiva risale tuttavia l’alto medioevo attraverso l’opera dei monaci benedettini che ne favorirono la diffusione anche nelle zone collinari interne.
Grazie alle condizioni climatiche favorevoli del periodo, l’olivicoltura si estese oltre i confini della Liguria, spingendosi a nord verso il Piemonte e a est verso l’Emilia.
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L’Olio d’Oliva prende il posto del Lardo
A partire dal quattordicesimo secolo, a causa della cosiddetta piccola era glaciale, l’areale di espansione dell’olivo iniziò a contrarsi, concentrandosi in Liguria nelle aree rivierasche o in quelle dove il microclima era mitigato dall’effetto del mare e della favorevole esposizione di versanti protetti dai venti freddi del nord, come nel caso della costa su cui si sviluppa su Pieve ligure.

A partire dal 19esimo, secolo l’olio d’oliva iniziò a sostituire il lardo che, per tutto il medioevo, era stato il grasso più utilizzato dalle popolazioni del nord della penisola italiana.
La richiesta d’olio di ulivo aumentò a tal punto che fu necessario riportarlo in Liguria e in Toscana dalla Puglia, dalla Provenza e dalla Spagna attraverso i porti di Genova e Livorno.
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Iniziarono così nuovi investimenti da parte dei proprietari terrieri, che portarono a una massiccia coltivazione dell’olivo con la messa a dimora di nuove piantagioni, sfruttando tutta la superficie agricola disponibile, anche creandone di nuova con terrazzamenti che resero coltivabili pendii fino ad allora ripidi e stereo.

A partire da diciottesimo secolo, gli oliveti si svilupparono soprattutto nel ponente, mentre nel Levante l’olivocultura fa sempre in competizione con una diffusa e rinomata viticoltura che occupava notevole fetta di territorio.
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Ulivi liguri: ascesa, crisi e ripresa
Il massimo sviluppo della coltivazione dell’ulivo e della produzione di olio si raggiunge verso la fine dell’Ottocento, per poi iniziare a diminuire fino al secondo dopoguerra, quando la coltivazione inizio a essere sistematicamente soppiantata da colture più redditizie, come quelle ortive e floricole del ponente.

Il contemporaneo sviluppo urbanistico e turistico dei centri abitati del litorale tolse ulteriore spazio agli oliveti situati nelle strette fasce di pianura, relegandoli in zone marginali e acclivi lungo la costa, mentre iniziarono a essere abbandonati quelli delle zone interne di collina, più scomodi da raggiungere e coltivare.
il progressivo abbandono degli oliveti proseguì in tutte e quattro le province liguri fino agli anni 80 del 900.
Da quel periodo, iniziò ad esserci un rinnovato interesse per la coltivazione olivicola in Liguria che, in poco più di un ventennio, fece quasi raddoppiare la superficie occupata dall’olivo, da 13.000 a 27.000 ettari
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